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Cessione del credito ferma? Niente paura è un intoppo momentaneo
Nelle settimane scorse si era diffuso il panico tra aziende edilizie e i loro clienti, alla notizia che le banche avrebbero smesso di acquisire crediti relativi ai bonus edilizi.
La notizia era partita da comunicazioni ufficiali di enti importanti come Unicredit, Intesa e anche Poste Italiane antecedentemente aveva bloccato temporaneamente la piattaforma per la cessione dei crediti, ricoprendola con restrizioni di campo importanti che non facevano sperare bene.
Il motivo della stretta delle banche
Le banche hanno preso questa decisione semplicemente per una questione burocratica.
Il sistema dei bonus e delle cessioni dei crediti funzionava egregiamente, permettendo alle banche di acquisire crediti fiscali benefici per i loro bilanci, i problemi erano due: la velocità con cui le nuove richieste si accumulavano da parte del mondo privato e imprenditoriale e la lentezza della burocrazia italiana.
Scadenze imminenti prorogate last minute per la comunicazione all’Agenzia delle Entrate, plafond non sufficienti per le banche che acquisiscono i crediti, norme e contro-norme che a cadenza quasi mensile si inseriscono nella già complicata materie delle banche.
Proroghe e novità
Si è parlato di una tanto agognata norma ad hoc per le banche che possa incoraggiare di nuovo ad acquisire crediti: altrimenti l’intero sistema dei bonus rischia di diventare inutile senza lo strumento della cessione del credito scelto da moltissime persone.
Fino adesso si sa che dalla scadenza del 29 Aprile per le comunicazioni legate alla cessione, dal 1° Maggio saranno in vigore nuove norme non sempre chiarissime.
Ecco quali sono:
- divieto di frazionare i crediti: la cessione deve essere totale e non parziale
- tracciamento con codice univoco di ogni cessione del credito (chiamato “bollino blu”)
- possibilità di quarta cessione del credito, solo nel caso in cui avvenga tra banche e correntisti.
Quarta cessione: convincerà le banche?
Le misure adottate non sono certo una rivoluzione strutturale che risolve i problemi ma l’ennesima “toppa”, che pur non disciplinando a lungo termine la materia, rimedia ad alcune criticità.
In buona sostanza, si merita un voto positivo il tracciamento delle cessioni del credito. Può essere una mossa per velocizzare tutta la burocrazia ed i controlli relativi a patto che il sistema funzioni e non causi blocchi.
Molto più interessante è la quarta cessione del credito ai correntisti delle banche: sicuramente un incentivo in più per gli istituti di credito ad accettare i crediti d’imposta ed a sbloccare l’impasse che ha causato il panico nei giorni scorsi.
Vedremo i risultati pratici nelle prossime settimane.